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CRONACA BIZANTINA (1881-1885) - direttore Angiolino Sommaruga.
CRONACA BIZANTINA (1881-1885) - direttore Angiolino Sommaruga.
Quindicinale letterario di cm 45 x 32 di cui vennero stampati 90 fascicoli.

Già nel suo lungo saggio del 1930 nel numero 12 della rivista PEGASO, Francesco Flora sottolineava la rarità della collezione completa e da allora sono passati altri 75 anni! La famosa rivista venne fondata e diretta da ANGIOLINO SOMMARUGA; alla sua "creatura" egli seppe imprimere grande originalità sia per la veste grafica raffinata (caratteri tipografici di finissimo disegno e testi inquadrati in cornici dallo squisito effetto decorativo), sia per la qualità dei contenuti (un misto di classicismo, verismo ed estetismo), chiamando a collaborare prestigiosi letterati ed intellettuali che per l'epoca erano di assoluta eccellenza, così creando un movimento letterario che venne chiamato "Bizantinismo". Inoltre sulla rivista comparvero anche molte pre-edizioni della produzione letteraria dell'epoca, ed anche sciarade presentate da Carducci e D'Annunzio. Per la prima volta venne poi usata la "reclame" in modo prepotente e mirato a pubblicizzare yanto le proprie edizioni Sommaruga che altri libri. La rivista meriterebbe forse uno sforzo editoriale per pubblicarne l'indice ragionato. In questa scheda, con i suoi limiti di spazio, ci dobbiamo allora ridurre ad elencare i maggiori collaboratori iniziando da GIOSUE' CARDUCCI che fù una colonna della rivista, presentando assiduamente tanti articoli e poesie e restando fedele - uno dei pochi - al suo Direttore anche nella fase critica della "Cronaca Bizantina". Poi fondamentali furono i contributi di GABRIELE D'ANNUNZIO (aveva soltanto 18 anni nel 1881....) scoperto giovanissimo da Chiarini e che pubblicò, oltre a numerose poesie ed articoli usando pure pseudonimi, anche alcuni libri con l'editore Sommaruga tra cui Canto Novo, 1882; Terra Vergine, 1882 e Il Libro delle Vergini, 1884: quest'ultima pubblicazione procurò una brusca rottura tra D'Annunzio e Sommaruga per il parere contrastante circa lo stile delle copertine. Questo fatto precedette di poco il clamoroso processo all'editore, alla sua condanna ed alla rovinosa chiusura della Cronaca Bizantina nel marzo 1885. Assieme a D'Annunzio ruppero con l'editore anche Capuana, Carlo Dossi, Rovetta, Salvadori, Scarfoglio e sua moglie Matilde Serao). D'Annunzio avrebbe poi tentato, con modesti risultati, una rinascita della Cronaca prima con abbinamento nel 1885 alla Domenica Letteraria e poi con una propria edizione di soli 6 numeri in cui si firmò come direttore Angelo Sommaruga, discutibile, discusso e spigoloso agitatore culturale (anche protagonista di duelli successivi a roventi polemiche). Angiolino Sommaruga aveva gestito altre riviste (Forche Caudine con Pietro Sbarbaro, La Farfalla, Il Fracassa, Nabab, La Domenica Letteraria), ma il suo fiore all'occhiello rimase comunque "Cronaca Bizantina". Tra gli altri collaboratori, che spesso usavano acrobatici pseudonimi, vanno ricordati : Ardigò Roberto (sacerdote filosofo positivista). Cletto Arrighi (protagonista della scapigliatura milanese), Anton Giulio Barrili, Arrigo Boito, Felice Cavallotti, Chiarini, Contessa Lara (pseudonimo di Evelina Cattermoli Mancini), Edmondo De Amicis, Dossi Carlo (altro protagonista della scapigliatura e famoso tra gli altri un suo articolo del 1884 sequestrato), Ferdinando Fontana, Olindo Guerrini, Imbriani, Michele Lessona, Misasi Nicola, Navarro della Miraglia Emanuele, Nencioni, Panzacchi Enrico, Pascarella, Giovanni Pascoli, Mario Rapisardi, Michele Rovetta, Scipio Slataper, Verga Giovanni e tanti altri. Un ruolo di grande importanza ebbe Cesario Testa, sempre fedele all'editore e quasi un segretario che ideò - tra l'altro - il sottotitolo della rivista, ispirandosi a versi del Carducci: "Impronta Italia domandava Roma, Bisanzio essi le han dato". I fregi sulla testata sono opera di Bignami fino al 16 giugno 1883 e poi disegnati da Aristide Sartorio fino alla chiusura.

ANNO PRIMO 1881 dal n. 1 del 15 giugno 1881 al n. 12 del 30 novembre 1881 (pp. 96);
ANNO SECONDO 1882 dal n. 1 dell'1 gennaio 1882 al n. 11 dell'1 giugno 1882 (pp.88), dal n. 1 del 16 giugno 1882 al n. 13 del 15 dicembre 1882 (pp.104);
ANNO TERZO 1883 dal n. 1 dell'1 gennaio 1883 al n. 11 del 1 giugno 1883 (pp. 88), dal n. 1 del 16 giugno 1883 al n. 13 del 16 dicembre 1883 (pp.104);
ANNO QUARTO 1884 dal n. 1 dell'1 gennaio 1884 al n. 24 del 16 dicembre 1884 (pp.192);
ANNO QUINTO 1885 dal n. 1 dell'1 gennaio 1885 al n. 6 del 16 marzo 1885 (pp.48).

La collezione è a fascicoli in buone condizioni (alcuni numeri che mancavano sono stati ben riprodotti in digitale) ed è rilegata in un unico volume in mezza pelle (recente).
            COLLEZIONE VENDUTA